Traslochi

Traslocare è un po’ come morire, per rinascere e ricominciare.

Bah.

Così sarebbe se l’essenza si situasse nella forma, quanto al contenuto… beh, lo ficchiamo in scatoloni grandi e piccoli e ce lo portiamo dietro. Lo riposizioniamo, e spesso neanche quello. Il contenuto resta lo stesso, per quanti restyling ci vengano offerti. Un vero trasloco implicherebbe spostarsi, lasciando tutto, ma proprio tutto, nel vecchio appartamento, dal libro di ricette della nonna alla carta d’identità. Bien, si ricomincia.

Quante volte sognate di ricominciare, mollare tutto, scappare via, cancellarvi dal mondo per ricominciare daccapo? Eh?

Puttanate. Non lo sognate, vi fregate in partenza, chiacchierate, ma neanche ci pensate lontanamente a cambiare vita. Perchè in fondo vi piace, lamentarvi intendo, vi piace assai.

Fatelo, sfogate tutte le vostre lamentele, dall’impiegato delle poste lento e lavativo alla pioggia causa del governo ladro. Quanto vi piace lamentarvi, e visto che vi voglio bene ho voglia di leggermi tutti i vostri sfoghi.

A meno che… a meno che qualcuno non racconti un bel trasloco. Uno vero, un cambiar vita, un rinascere.

Rinascere non significa per forza abbandono, è anche e soprattutto un tornare alla vita, un riprendersi il proprio sè. Una nota di speranza. Fatemi sperare, oppure lamentatevi, a voi la scelta.