Buongiorno 2019

Breve racconto di capodanno

Si alzò dal letto, infastidita dalla presenza della sveglia, anche se non suonava. Incurante del freddo e del mal di gola, andò alla finestra, poggiando le mani sul davanzale per guardare la gente affrettarsi in strada, intabarrata in cappotti, sciarpe e cappelli. Dove si affrettavano poi, con quei nasi rossi ancora mezzi sbronzi dalla sera prima?

Un’aria fastidiosa, persone dallo sguardo irritante, innervosite dalla fretta di dover fare gli auguri a tutti, nessuno escluso.
Non aveva molto a cui pensare, è sempre così durante le prime mattinate del nuovo anno. Ci si aspetta sempre che qualcosa cambi radicalmente, improvvisamente, come nelle riciclate trame dei romanzi d’appendice. Lei no, non s’aspettava nulla. Le litrate di vino e spumante non si erano portate via il governo gialloverde, e l’Italia continuava ad essere una polveriera di ignoranza e bigottismo, senza avere idea del catrame che vomitavano su bambini che giocavano ai baluardi del sovranismo da bar sport. Bambini che, con l’arrivo di Babbo Natale, divennero tutti più buoni, per ricevere i propri doni. Quel ministro continuava a condividere le foto del cenone, e la frontiera a farsi più vicina.

E lei sorrise, prendendo la decisione più importante dell’anno (anche perché l’anno era appena iniziato): “da oggi la smetto con il pandoro, almeno fino a dicembre prossimo”.

Social o non social?

Social o non social?

Sono sempre stato schivo sui social, poco rintracciabile, scarsamente attivo, spesso critico nei confronti del mezzo. E lo sono ancora.

D’altra parte mi rendo conto che partecipare a questo mondo – che ormai contribuisce in larghissima parte all’informazione e alla formazione culturale vera e propria – non é piú una questione di scelta, ma di responsabilitá.

Una autore che vuol essere, e dirsi, impegnato, attivo, partecipe, non puó e non deve esimersi dal fare parte di un dibattito pubblico costante quale quello portato avanti attraverso i vari social network, senza per questo smarrire le proprie posizioni critiche (anche) nei confronti del mezzo in sé, cercando di utilizzarlo per le potenzialitá che rappresenta.

Eccoci dunque sbarcare in questa terra nuova (almeno per me) armati di testa sveglia, occhi aperti e spirito critico ai massimi livelli. Chiunque indossi le stesse armi è benvenuto.