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Fagliela vedere

Sono circondato da alberi e non ha senso.

Vivo in una città. Non una metropoli, certo, ma Brno è pur sempre una città degna di questo nome. Eppure sono circondato da alberi.

Il caldo è insopportabile e non ha senso.

L’ultima volta che ho controllato era pieno agosto, certo, ma questa è pur sempre la Repubblica Ceca e, per la miseria, non dovrei grondare sudore.

Faccio qualche passo in avanti verso qualche rumore familiare, macchine in transito. Gli alberi si fanno più radi e l’erba alta rivela un gruppetto di baracche di legno  a ridosso di un guard rail. Non so come definire quel mucchio di casette fatiscenti, posso solo immaginare il loro uso, a ridosso di una statale trafficata. E posso immaginare anche quanto siano infestate di insetti e altre porcherie che non voglio portarmi sui vestiti. A proposito, i jeans si appiccicano alle gambe. Davvero non dovrei sudare così tanto.

Sbatto via un ragno che mi zampetta sul braccio e vedo due macchine sul ciglio della strada, ferme con le quattro frecce. I proprietari si intrattengono con le proprietarie delle baracche, o almeno così sembra dai ruggiti che fanno vibrare le finestre rotte.

Attraverso quei suoni che alimentano il senso di nausea che mi preme sulle tempie. Sbuffo, tiro su le maniche già corte della maglietta. Il vento decide di colpirmi e, invece di portarmi sollievo, mi investe dei fumi di una discarica abusiva poco distante, vedo il mucchio di rifiuti in lontananza e la puzza è insopportabile. Grondo di sudore. Finalmente qualcosa sale dallo stomaco. Mi appoggio a una delle baracche, incurante del tremore del legno. Libero fluidi e bile in eccesso.

Quando alzo gli occhi vedo finalmente qualcosa che ha senso, e non poteva che essere un volto di donna. Una delle ragazze del posto mi offre un paio di fazzoletti, la ringrazio e mi pulisco la bocca.

– Che ti sei preso? – Chiede.
– Niente. Non mi drogo. Bevo solamente. E mai così tanto da ridurmi in questo modo.
– Ti sei preso qualcosa, dai. Ne ho visti così. Ti senti la febbre e vomiti.
– E che mi sarei preso?
– Qualche acido. O forse anfetamina. Oddio, se non lo sai tu poi!

Acidi. Ancora una volta qualcosa che ha senso. Fottuto Frak. Frantisek. Figlio di puttana. Questa è l’ultima che mi fa.

– Ti hanno fatto un bello scherzo, eh?

Ci arriva prima lei di me, tutto regolare. Le cose hanno nuovamente senso. Lascio andare ancora la bile e quel poco che mi rimane nello stomaco.

– Vai a casa, una doccia fredda e ti rimetti in sesto. Fidati. Sai arrivarci? Ti ricordi almeno come ti chiami?
– Sì. Jan. Mi chiamo Jan. Dove siamo?
– Sulla Hradeckà. Appena fuori città. All’altezza delle fabbriche. Hai presente?
– Sì. Grazie.

Mi rimetto in marcia e arrivo sulla Hradeckà. La statale. Mi volto per salutare la ragazza e ringraziarla nuovamente, ma è già sparita. Oltre le baracche svettano gli alberi della foresta che circonda la strada, in fuga da Brno, in fuga dallo sporco. È così che mi piacerebbe vedere quella ragazza tanto gentile.

In fuga tra gli alberi alti, tanto da permetterle di toccare il cielo, o scavalcare la linea bastarda dell’orizzonte sulla collina e immergersi in un prato incontaminato, senza discariche, senza baracche, senza insetti, senza rumori di macchine e ruggiti di clienti. Corri, amica mia, con o senza tacchi, prendi la vita a piene mani e liberati di Brno, dell’Europa e dei confini. Liberati della necessità si sbarcare il lunario, di sorridere a chi non vuoi. Liberati dal degrado, di me, e di tutti gli altri ragazzini coglioni che si fanno drogare dagli amici e si ritrovano in mezzo ai boschi. La vita ti ha ficcato in questa fogna? Tu corri libera e fagliela vedere.

Un tir mi sfreccia accanto lanciando la sua sirena a rimbombare nell’aria. Ringrazio mentalmente il bastardo per aver aumentato il mio mal di testa. Sono ad almeno cinque chilometri da casa, è ora di muovere le gambe. Sempre che reggano.

Fino a qui tutto bene è una serie di racconti che fa da prequel a Venti giornate al rogo, edito da Edizioni Efesto. Se apprezzi questi racconti, molto probabilmente il romanzo fa al caso tuo!

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