Guarda avanti

Alza gli occhi dallo schermo e guarda il tizio che hai davanti. Cosa c’é?

Esperienze, passioni, desideri, conflitti e semplici pensieri.

Quotidianità che si incrociano, universi che si sfiorano, talvolta si scontrano.

Districarsi nella rete intricata di singoli destini che possono suonare e risuonare soli o assieme. Come corde di chitarra disarmoniche. Eppure c’è la diffidenza, c’è il sospetto, e la travolgente disillusione di non vedere nell’altro (appunto) un altro, ma solo l’ombra del fastidio che getta sulla nostra particolare presenza in quel particolare momento della giornata in cui per un banale errore ci scontra con la spalla.

Magari ci fa cadere la borsa, la valigia, il cellulare e lo malediamo, senza pensare che malediamo un universo intero, e che quell’universo potrebbe essere parte del nostro stesso destino.

Camminiamo nella folla inconsolabilmente soli. E non é colpa dello smartphone.


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