Il dramma dell’opinione pubblica

C’è una profonda differenza tra senso comune e opinione pubblica.

L’opinione pubblica è un budello oscuro di paura e conformismo, non ha identità, né volontà. L’opinione pubblica è il numero su un grafico statistico, orientabile, un’arma che ha l’illusione di decidere e comunicare qualcosa. Manipolabile da chi possiede i mezzi adeguati (e in un paese in cui il 50% della popolazione non legge libri, né ha intenzione di farlo “i giusti mezzi” equivale a bufale da social e isole dei formosi).

Il conformista svuota se stesso nella misura in cui rende più potente chi lo domina.

Il senso comune, invece, presuppone una identità derivata dalla partecipazione delle molteplici personalità che compongono la comunità. Una presa di coscenza collettiva, un reale “noi”. La partecipazione al bene comune.

Dove le singole individualità vengono meno regna il conformismo, il nulla, la mera opinione pubblica priva di scopo e presupposti, pronta a cavalcare ogni causa indicata come “necessaria” da questi canali d’informazione devia(n)ti. Quanti non-parlano del “caso di Desirée Mariottini”?

Il potere crea l’emergenza e finge di porvi rimedio, diffonde una solidarietà di facciata volta alla banalizzazione di ogni discorso. Dove c’è mediocrità non c’è realtà: l’autenticità delle cose è un affare complesso che il senso comune dovrebbe indagare. Il potere teme queste indagini, teme la presa di coscenza e l’impegno. Ha bisogno di intorpidimento e banalità e raggiunge lo scopo attraverso la semplificazione di questioni complesse.

Alla coscenza preferirà sempre la vuota e manipolabile opinione pubblica, con il suo carico di paura animale, mediocrità e voti.

Condividi
  • 4
  •  
  •  
  •  
  •  
    4
    Shares

Invia il commento

avatar
  Subscribe  
Notificami